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Covid-19 Piemonte: 23 marzo ore 19.30

Sanità Piemonte
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La situazione dell'Emergenza Coronavirus in Piemonte al 23 marzo 2020, ore 19. Aggiornamento Coronavirus Piemonte. Il bollettino dei contagi in Piemonte. Ventuno i decessi in Piemonte. I casi stanno rallentando. Chiudere davvero. La sfida è salvare vite. Il Piemonte al lavoro per la certificazione delle mascherine. Si prepara un decalogo per le risposte alle aziende. Collegno, 10.000 ebook per restare tutti a casa. Covid-19: operativi tuiiti i centri antivilolenza. Mezzi pubblici, a fermata coda da 1 metro palina fermata.

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IL TESTO DEL DECRETO --> LEGGI IL PDF


Piemonte

Aggiornamento Coronavirus Piemonte

NUMERO DI CONTAGIATI 5094

IN TERAPIA INTENSIVA 352

IN ALTRI REPARTI 2194

GUARITI 17

DECEDUTI 336

TOTALE TAMPONI EFFETTUATI 14619

TAMPONI ESAMINATI NEGATIVI 9058


Il bollettino dei contagi in Piemonte

Sono 5.094 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 877 in provincia di Alessandria, 215 in provincia di Asti, 262 in provincia di Biella, 381 in provincia di Cuneo, 424 in provincia di Novara, 2.317 in provincia di Torino, 269 in provincia di Vercelli, 204 nel Verbano-Cusio-Ossola, 49 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti  96 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 352. I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 14.619, di cui 9.058 risultati negativi.


Ventuno decessi in Piemonte

Sono 21 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 10 in provincia di Torino, 2 nel Biellese, 3 nell’Alessandrino, 1 nel Vercellese, 3 nel Novarese, 2 nel Cuneese.

Il totale complessivo è ora di 336 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 92 ad Alessandria, 12 ad Asti, 34 a Biella, 22 a Cuneo, 47 a Novara, 86 a Torino, 19 a Vercelli, 19 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.


I casi stanno rallentando

L’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, ha rilevato che “siamo si fronte ad un rallentamento progressivo del numero dei casi che fa ben sperare. All'inizio dell'emergenza il raddoppio dei contagi era a 2,2 giorni, oggi siamo a 5,1 giorni. Se i dati proseguiranno in questo senso inizieremo a vedere la luce. L'importante è, per quanto difficile e noioso, rimanere a casa e limitare ogni genere di interazione sociale".


Chiudere davvero

Il presidente Alberto Cirio ha ribadito ancora una volta che “dobbiamo chiudere davvero, non per finta. Leggendo l'ultimo decreto del Governo ho però il timore che tante realtà possano ancora restare aperte. Sin dall'inizio abbiamo adottato la linea del rigore, perché solo restando a casa si sconfigge il virus, e invece temo che ci siano ancora troppe eccezioni".

"In queste ore stiamo verificando l'attuazione pratica del decreto di domenica sulle aziende. Capisco che bisogna rallentare ma non spegnere il cuore economico del Paese, ma occorre capirne l'effettiva portata del decreto. Ho il timore che il combinato disposto tra codici Ateco e filiere permetterà a tante aziende di continuare ad essere operative, mentre occorre evitare forme di assembramento per centinaia di lavoratori. La nostra ordinanza ci mette nelle condizioni di chiudere tutto ciò che possiamo e, laddove si discosta dal decreto del Governo, riteniamo abbia comunque valore perché più restrittiva". Un esempio riguarda la chiusura degli studi professionali, prevista dall'ordinanza regionale e non dal dpcm: "Abbiamo trasmesso al ministero dell'Interno il parere del nostro ufficio legale, secondo cui ha appunto valore la nostra ordinanza perché più restrittiva. I nostri uffici dicono che ci sarebbero problemi se allargassimo le maglie, ma noi le stringiamo. Lo stesso ha fatto la Regione Lombardia. Attendiamo che ci rispondano se è in vigore una o l'altra".


La sfida è salvare vite

"La vera sfida, quella che salva le vite umane, è creare posti di terapia intensiva. Dall'inizio dell'emergenza il Piemonte è passato da 287 a 490 posti, siamo una delle prime tre Regioni d'Italia ed è un risultato che rivendichiamo con forza": è quanto ha affermato il presidente  Alberto Cirio durante una videoconferenza dall'Unità di crisi regionale, dove si è recato oggi dopo aver annunciato di essere guarito dal Coronavirus. "Il Governo ci aveva dato come obiettivo di aumentarli dei 50%, noi siamo quasi all'80%. Garantiamo così il ricovero in terapia intensiva alle persone che hanno bisogno di queste cure per altre patologie".


Il Piemonte al lavoro per la certificazione delle mascherine

Il Piemonte è al lavoro per ottenere il via libera dell'Istituto superiore di Sanità all'autocertificazione delle mascherine e degli altri prodotti utili per affrontare l'emergenza sanitaria

L’assessore alle Attività prpduttive, Andrea Tronzano, evidenzia che "Le aziende sono interessate alla riconversione, si stanno preparando o addirittura stanno già producendo, ma potranno essere impiegati solo dopo l'autorizzazione dell'Iss. Il via libera ci permetterà di validare le mascherine e gli altri prodotti con organismi qualificati nostri. E' una possibilità introdotta dall'articolo 15 del decreto Cura Italia, che in ogni caso deve seguire l'iter previsto. Per le certificazioni stiamo lavorando con il Politecnico e l'Università. Insieme alle altre Regioni del Nord ci stiamo rivolgendo all'Iss per avere una accelerazione dell'Iter".


Si prepara un decalogo per le risposte alle aziende

Il Piemonte sta mettendo a punto un decalogo destinato alle aziende per aiutarle a districarsi con il decreto che impone lo stop totale a tutte quelle non direttamente coinvolte nella fornitura dei servizi essenziali. Ad annunciarlo l'assessore alle Attività produttive, Andrea Tronzano, che questa mattina ha riunito in videoconferenza i prefetti e le categorie.

"Le imprese, stanno cercando di capire con grande attenzione. In queste ore siamo subissati dalle domande di chiarimenti e cerchiamo di rispondere a tutte. Ne abbiamo discusso con il prefetto di Torino e le categorie, e abbiamo deciso di preparare un decalogo che possa fornire tutte le risposte alle domande più frequenti per metterle a disposizione in maniera chiara e semplice. Districarsi non è facile, perché ci sono filiere interdipendenti, e non è subito evidente chi possa e chi non possa tenere l'attività aperta".


Collegno, 10.000 ebook per restare tutti a casa

Emergenza Coronavirus: le Biblioteche civiche del Sistema Bibliotecario dell'Area Metropolitana di Torino (SBAM) attraverso la piattaforma di prestito digitale MediaLibrary OnLine (MLOL), in questo periodo di emergenza, aprono a tutti i cittadini il loro catalogo digitale e offrono l'accesso a oltre 10.000 ebook da leggere su computer, tablet o smartphone; più di 7.000 giornali e riviste da tutto il mondo, compresi i principali quotidiani nazionali, da leggere online e più di 300 audiolibri e 120.000 album musicali da ascoltare in streaming.

Fino al 30 aprile 2020 anche coloro che non sono ancora iscritti in biblioteca e che risiedono in uno dei comuni dell'area metropolitana torinese, potranno accedere gratuitamente al servizio di prestito digitale attraverso una semplice pre-iscrizione online. Al momento della pre-iscrizione, si riceveranno le credenziali di accesso per poter consultare e utilizzare le risorse presenti sulla piattaforma digitale MLOL per un periodo di 30 giorni, al termine del quale, per continuare ad utilizzare il servizio e scoprire le altre opportunità offerte dal sistema bibliotecario, sarà necessario recarsi in una qualsiasi delle biblioteche SBAM e convalidare gratuitamente l'iscrizione.

Dichiara il Sindaco Francesco Casciano: "Per combattere il contagio è necessario attivare tutti gli strumenti disponibili, soprattutto quelli della cultura e del sapere: da oggi apriamo il nostro sistema bibliotecario anche a chi non è iscritto e facciamo conoscere a tutta l'area metropolitana un servizio vastissimo a disposizione dei cittadini che rispettano le regole e restano a casa".


Covid-19: operativi tuiiti i centri antivilolenza

Desidero informare che tutti i Centri antiviolenza presenti sul territorio piemontese sono pienamente operativi e chi avesse necessità di rivolgersi presso queste strutture può farlo senza alcun problema”. Questo il messaggio dell’assessore alle Pari Opportunità, Chiara Caucino.

Mi rendo conto che questo momento di convivenza forzata e continuativa – prosegue Caucino - possa acuire e amplificare tensioni soprattutto in quelle realtà che già vivono situazioni problematiche.  Invito, come sempre, ogni donna che vivesse un dramma a rivolgersi al numero di pubblica utilità 1522 oppure al numero unico di emergenza 112, affinché trovi immediatamente aiuto e protezione”.

È importante che in questa emergenza particolare le Istituzioni siano più che mai vicine alle donne, per continuare a garantire un servizio di supporto”.


Mezzi pubblici, a fermata coda da 1 metro palina fermata

In coda alla fermata a più di un metro di distanza l'uno dall'altro con inizio della fila a un metro dalla palina e non salire sulla vettura se non sono garantite le distanze di sicurezza.

Sono queste alcune delle regole diffuse da Gtt per l'utilizzo dei mezzi pubblici nel periodo di emergenza Coronavirus. Regole che prevedono anche che il conducente segnali alla centrale operativa l'esigenza di mettere in servizio mezzi aggiuntivi o che richieda l'intervento delle forze dell'ordine in caso di potenziali rischi. Per quel che riguarda le diverse linee, che registrano carichi molto bassi, torna operativa la 34, la 38 riprende il percorso feriale, mentre è stata sospesa la navetta interna Cimitero Parco. Lo riferisce l'ANSA.


 * Fonte Regione Piemonte

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