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Coldiretti: troppo allarme sulle carni rosse

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Delia Revelli: "La razza piemontese è ottima ed ha valori nutrizionali"
La notizia diffusa dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità sul rischio per la salute umana legato ad un eccessivo consumo di carne rossa e di insaccati, ha destato stupore e sgomento nel mondo agricolo cuneese, ma soprattutto in Coldiretti.
 
La razza Piemontese, grazie all’impegno del suo Consorzio di Tutela, è stata oggetto di indagini condotte da autorevoli Istituti Universitari che, ne hanno dimostrato la superiorità in termini dietetici, rispetto alle altre carni. Per l’elevata presenza di acidi polinsaturi, la carne del classico fassone si avvicina a quella di molti pesci che, grazie a questa caratteristica, hanno trovato il loro spazio nella dieta mediterranea, da tutto il mondo considerata la più salutare.
Delia Revelli, Presidente della Coldiretti Cuneo spiega: "La carne piemontese, è ottima sotto il profilo nutrizionale. Recenti studi hanno confermato l’elevato valore nutritivo che la rende un alimento indicato per i bambini e gli anziani, per l’apporto di proteine nobili, la bassa concentrazione di colesterolo, la scarsità di grassi. Non sussistono quindi rischi secondari o concreti per la salute, in una Regione in cui la filiera della carne è tra le più controllate, dove gli operatori hanno sempre privilegiato la qualità. Sono anche convinta che oggi il consumatore è molto attento e negli ultimi anni è un grande alleato del mondo agricolo e degli allevatori in particolare. La preferenza accordata alle nostre produzioni, garantite da etichettatura e tracciabilità, ci tutela rispetto ai consumi, in quanto l’Oms fa un discorso che non appartiene alla nostra tradizione di produzione e di consumi”.
Gli fa eco il direttore di Coldiretti Cuneo, Enzo Pagliano: "È necessaria, prima di tutto, una puntualizzazione. L’Oms si riferisce a consumi in grande quantità e di scarsa qualità. Situazioni molto lontane da quelle italiane, al top per controlli, per sicurezza alimentare con cui i capi vengono alimentati e per i rigidi disciplinari di produzione che assicurano il benessere degli animali. Inoltre, i cibi maggiormente sotto accusa sono hot dog, bacon e affumicati, che non fanno parte della nostra tradizione”.
 

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