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Piemonte: autorizzazioni edili più rapide

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La delibera regionale dell’assessore Gabusi fa decadere i vincoli che rallentavano l’iter autorizzativo per le opere edili nelle aree da consolidare. La sburocratizzazione parte da 30 Comuni in tutto il Piemonte, dove le criticità idrogeologiche sono già regolamentate dai piani urbanistici comunali.

Regione Piemonte, Vengono eliminati i vincoli per le aree critiche dal punto di vista idrogeologico previsti dalla legge 445/1908, che non solo rappresentano un carico per i richiedenti e per gli uffici regionali, ma hanno anche perso ogni contenuto tecnico dal momento lo strumento urbanistico comunale rappresenta già una valutazione della fattibilità degli interventi.


I Comuni interessati da questo snellimento sono: Camino, Coniolo e Montecastello nell’Alessandrino; Castagnole Monferrato, Costigliole d’Asti, Montabone, Montaldo Scarampi e  Rocca D'arazzo nell’Astigiano; Portula nel Biellese; Aisone, Bellino, Bergolo, Clavesana, Cossano Belbo, Farigliano, Gottasecca, Levice, Mondovì, Montaldo di Mondovì, Montanera, Perletto, Rocchetta Belbo e Santo Stefano Belbo nel Cuneese; Borgofranco di Ivrea, Front Canavese, Locana, Quassolo nel Torinese nel Torinese; Borgosesia e Civiasco nel Vercellese.


Marco Gabusi

Assessore regionale ai Trasporti e Difesa del suolo Marco Gabusi

"Un primo concreto passo verso la sburocratizzazione, che insieme ai fondi europei e all’autonomia è uno dei tre elementi determinanti per la nostra azione di governo. Mi riferisco a 30 Comuni in tutto il Piemonte, che si trovano in aree cosiddette ‘da consolidare’, ovvero di abitati considerati instabili dal punto di vista idrogeologico e dunque con livelli di rischio elevati in caso di lavori edili, ma i cui vincoli di sicurezza sonno già previsti dal piano regolatore comunale. Con la delibera appena approvata togliamo vincoli burocratici pesanti e snelliamo decisamente un iter che prevedeva tantissimi passaggi, onerosi in termini di tempo e di risorse economiche. Nello specifico, le autorizzazioni per i lavori edili in queste aree saranno ora un compito del Comune e non più degli uffici locali della Regione, come prevedeva una legge risalente al 1908 secondo la quale era necessaria una procedura autorizzativa presso la Regione Piemonte per qualsiasi opera edilizia".

 

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