MESSAGGIO PROMOZIONALE

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Al Gobetti "Sotto lo sguardo delle mosche"

L’acclamato drammaturgo canadese Michel Marc Bouchard racconta rancori e sopraffazioni in una famiglia che alleva maiali. Fascino per la morte e desiderio di sopravvivenza, con la noia di sfondo, per una pièce contemporanea a tinte forti, per la regia di Simone Schinocca. Al teatro Gobetti dal 29 ottobre al 3 novembre 2019.

TEATRO GOBETTI
29 OTTOBRE - 3 NOVEMBRE 2019
SOTTO LO SGUARDO DELLE MOSCHE
di Michel Marc Bouchard
con Valentina Aicardi, Francesca Cassottana, Elio D’Alessandro, Antonella Delli Gatti, Andrea Fazzari, Fabio Marchisio
regia Simone Schinocca
scenografia Sara Brigatti
costumi Agostino Porchietto
composizioni originali Elio D’alessandro
Tedacà
in collaborazione con Teatro Libero di Palermo e Fertili Terreni Teatro

Autore di Tom à la ferme, da cui Xavier Dolan ha tratto il film omonimo presentato nel 2013 alla Mostra di Venezia, Michel Marc Bouchard è un noto e acclamato drammaturgo e sceneggiatore canadese capace di creare piccole storie “locali” che hanno il respiro dell’universalità. Sotto lo sguardo delle mosche è il ritratto di una famiglia senza passato nella quale «il fascino per la morte e il desiderio di sopravvivenza hanno come sfondo la noia». La vicenda ruota attorno a una grande, decadente tenuta di campagna, isolata dal mondo e abitata da muti servitori; una fattoria dove si allevano quattordicimila maiali. Controllati da una madre apprensiva, Vincent e il cugino gestiscono l’attività. Tutto va bene finché Vincent incontra la bella Docile e, dopo il colpo di fulmine e una breve fuga d’amore, annuncia precipitosamente di voler lasciare la fattoria per sposarla. Il rito della presentazione della fidanzata in casa fa riaccendere antiche dinamiche familiari, fatte di rancore e sopraffazione. A poco a poco, la giovane sposa scoprirà i terribili legami di dipendenza e conflitto tra i parenti e aiuterà, impotente, l’esercizio di una spietata vendetta. La regia di Simone Schinocca sottolinea la potenza di una pièce contemporanea, che conduce il pubblico in un vortice emozionale verso l’abisso.

Ph. Teatro Stabile Torino

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