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Costruire un curriculum per una baby sitter

Redazionali
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Sempre più genitori cercano una baby sitter online. Esiste il curriculum giusto per ogni singola famiglia. La prima carta di presentazione è l’annuncio: l’esercizio delle 10 parole viene in aiuto. Un vademecum su come rendere efficace un profilo.

Sempre più genitori cercano una baby sitter online. Lo dimostrano le iscrizioni che le piattaforme dedicate alla messa in contatto tra famiglie e baby sitter stanno registrando negli ultimi anni. Se però consideriamo che le persone che cercano lavoro come baby sitter a Torino, sono più di 18mila su un solo sito di ricerca baby sitter, Sitly, allora si capisce che diventa importante per una baby sitter cercare di differenziarsi.


Un po’ come quando si cerca un lavoro mandando una mail all’azienda o all’ufficio di interesse si rischia di essere sommersi dalle centinaia di richieste, anche su queste piattaforma specializzate è importante seguire alcune regole che rendano il proprio profilo più interessante.

La premessa è che non esiste “il curriculum giusto”, perché ogni famiglia ha esigenze diverse. Ma esiste il curriculum giusto per ogni singola famiglia. La prima carta di presentazione è l’annuncio: l’esercizio delle 10 parole viene in aiuto. Vuol dire immaginare di dover spiegare a un genitore che tipo di baby sitter si è usando al massimo 10 parole.

Quindi: mamma, studentessa, ex insegnante, educatrice, sorella maggiore di tre bambini, donna di 42 anni, laureata, ragazza bilingue? Poi l’esperienza lavorativa (esperienza di tre anni, baby sitter per neonati, con la stessa famiglia per molto tempo); cosa si è disponibili a fare (piccole faccende in casa, aiuto compiti, accompagnare i bambini in macchina); se si offre una speciale disponibilità (disponibile la notte, la domenica, la mattina molto presto).

La foto del profilo dell’aspirante baby sitter è anche molto importante: un sorriso, un ambiente pulito alle spalle, un look informale ma non troppo, queste sono le foto che attirano maggiormente l’attenzione dei genitori. La figura intera, la foto sfuocata, l’immagine con gli amici in spiaggia possono invece dare un’idea sbagliata.

Oltre all’annuncio, che deve essere necessariamente sintetico, spesso c’è la possibilità di allegare un CV. La prima regola per un CV da baby sitter efficace è che sia breve, due pagine al massimo, e che sia personalizzato, per mettere in evidenza le peculiarità. Quindi cambiare l’ordine delle informazioni in base all’esperienza educativa o lavorativa; usare il grassetto per i punti più rilevanti (un diploma in pronto soccorso), un font particolare. E se previsto non dimenticare i dati personali.

Una volta che l’annuncio ha attirato l’attenzione di una famiglia, e si è stati contattati, il passo successivo è prepararsi al colloquio come baby sitter, ma questo è un altro capitolo.


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* Questo messaggio promozionale, segue gli articoli del decreto legislativo n. 145/2007 sulla pubblicità e sul decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 - Codice del consumo.

Ph. autorizzata da Sitly

 

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