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Incendi Boschivi: stato di massimo pericolo

Ambiente & Animali
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Su tutto il territorio del Piemonte dal 6 febbraio 2020. Il 3 febbraio, è risultato il giorno mediamente più caldo del mese di febbraio dal 1958 ad oggi, superando il precedente primato detenuto dal 27 febbraio 2019 che risulta ancora al primo posto per le temperature massime.

La Direzione Opere Difesa del suolo, Protezione civile Trasporti e Logistica, ha dichiarato lo stato di massima pericolosità incendi boschivi su tutto il territorio piemontese a partire dal 6 febbraio 2020, sulla base del livello di pericolo e dei prodotti forniti dal Centro funzionale regionale Arpa Piemonte.


Fondamentale per la prevenzione degli incendi prestare la dovuta attenzione e il rispetto delle regole richiamate nel provvedimento.

Nei periodi di massima pericolosità sono infatti vietate, entro una distanza di cento metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, le azioni determinanti anche solo potenzialmente l'innesco di incendio, quali: accendere fuochi, accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio; è vietata qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio.

Le violazioni dei divieti e l’inosservanza delle prescrizioni comportano l’applicazione di sanzioni amministrative da un minimo di euro 200 a un massimo di euro 2.000, oltre alle sanzioni penali.

Tutti i cittadini, inoltre, possono difendere il territorio in caso di incendio segnalando tempestivamente al numero unico di emergenza 112 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva.

Il Sistema antincendi boschivi della Regione Piemonte è attualmente pienamente operativo e la cessazione dello stato di massima pericolosità sarà stabilita dalla Direzione Opere Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica al cessare delle condizioni meteorologiche di rischio.


Temperature record in Piemonte

Ieri, 3 febbraio 2020, la situazione meteorologica sull’area europea era caratterizzata da una vasta area depressionaria sull’Europa centro-settentrionale mentre un’ampia area di alta pressione, avente il massimo ad est dello stretto di Gibilterra, interessava la Penisola Iberica e il Mediterraneo occidentale.

In tali condizioni alle latitudini in cui si trova il Piemonte era presente un marcato gradiente di pressione con una forte circolazione da ovest che ha causato intensa ventilazione sull’arco alpino con condizioni di foehn estese anche alle zone pianeggianti.

La struttura anticiclonica ha mantenuto lo zero termico su valori superiori ai 3000 m sul territorio piemontese, con valori di poco inferiori ai 4000 m in prossimità delle Alpi Marittime.

Il 3 febbraio 2020 è risultato il giorno mediamente più caldo del mese di febbraio dal 1958 ad oggi, superando il precedente primato detenuto dal 27 febbraio 2019 che risulta ancora al primo posto per le temperature massime.

Il 3 febbraio 2020 ha comunque fatto registrare i valori mediamente più elevati sulle zone pianeggianti: una settantina di termometri della rete di Arpa Piemonte (pari al 25% del totale) ha stabilito il primato di temperatura massima per il mese di febbraio con picco massimo di 27.3°C a Cumiana (TO).

Valore record anche per Torino Giardini Reali con 27.0°C. In totale 9 termometri hanno superato il precedente record a livello regionale che era stato misurato a Cuneo Cascina Vecchia il 29 febbraio 2012 con 26.7 °C.

E’ interessante notare come l’area di alta pressione ha convogliato sabbia dal Sahara verso il Piemonte, con le linee di flusso in quota che hanno percorso l’Algeria, il Marocco, il Portogallo, la Spagna e la Francia raggiungendo infine il Piemonte.

* Fonte Regione Piemonte e Arpa Piemonte

 

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