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Allarme Kiwi: produzione in calo del 50%.

Agricoltura
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Enrico Allasia, Presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte: “Servono interventi immediati per evitare l’abbandono della coltivazione”. I frutti sono sani e di assoluta qualità". La produzione di kiwi quest’anno, sarà molto scarsa in provincia di Cuneo, patria della coltivazione di actinidia in regione.

La produzione di kiwi quest’anno, sarà molto scarsa in provincia di Cuneo, patria della coltivazione di actinidia in regione.

La raccolta, che si è avviata nei giorni scorsi nel Saluzzese, si è via via estesa a tutto l’areale di produzione, che in Piemonte può contare anche sulle zone frutticole del Pinerolese e nei dintorni del lago di Viverone (Biella) e Borgo d’Ale (Vercelli).

L’annata 2017 si sta rivelando particolarmente scarsa, perché le gelate primaverili, hanno ridotto in modo consistente la produzione: i frutteti colpiti hanno subito danni nell’ordine dell’80 – 85% e in questi casi ogni pianta non porta più di 3 – 4 kg di frutti. Complessivamente la produzione, secondo le stime dei tecnici di Confagricoltura, sarà inferiore del 50% rispetto a un raccolto ordinario. Tradotto in cifre significa che quest’anno il Piemonte, con oltre 3.800 ettari di impianti di kiwi, a fronte di una produzione ordinaria di 100.000 tonnellate di frutti, otterrà all’incirca 50.000 tonnellate. Il danno economico, è quantificato in circa 40 milioni di euro Quest’anno, a causa della perdurante siccità, si è dovuti intervenire a più riprese con irrigazioni di soccorso, sia a goccia sia a scorrimento, che hanno comportato ulteriori aumenti dei costi di produzione.

Evidenzia Enrico Allasia, Presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo: "In questo quadro, è necessario che la Regione Piemonte, individui al più presto le misure da mettere in campo per fronteggiare la moria del kiwi, la fitopatia che sta decimando i frutteti, investendo fin da subito risorse per sviluppare studi approfonditi sulla materia e adottando nel contempo tutte le iniziative utili per ristorare, almeno in parte, i danni subiti dai frutticoltori e per evitare che si depauperi pericolosamente una coltivazione che rappresenta il fiore all’occhiello delle nostre eccellenze produttive”.

Foto Confagricoltura Piemonte

 

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