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Monitor distretti Piemonte. I trimestre 2020

Economia & Finanza
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Realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, fotografa l’andamento delle esportazioni nei primi tre mesi del 2020. Ancora in crescita l’agro-alimentare, in terreno positivo i due poli tecnologici, segno meno per i distretti industriali. Filiere, economia green, innovazione gli orizzonti per la ripresa.

La Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, ha analizzato l’andamento nei primi tre mesi dell’anno dei 12 distretti tradizionali e dei 2 poli tecnologici del Piemonte.


I due poli tecnologici chiudono il trimestre con un bilancio positivo: export in aumento di 34 milioni di euro (+9,3%), a cui il Polo ICT di Torino ha contribuito con un +19,1%, corrispondente a 29 milioni di euro, mentre il Polo aerospaziale del Piemonte con un +2,1%, pari a 4 milioni di euro.


Significativi i risultati dei distretti agro-alimentari, già in forte crescita nel 2019, che hanno registrato un incremento delle esportazioni dell’11%. È proprio in questo macro-settore che rientrano i quattro distretti piemontesi contrassegnati da segno positivo: Caffè, confetterie e cioccolato torinese (+75 milioni di euro, pari ad un incremento del 59,4%), Vini delle Langhe, Roero e Monferrato (+20 milioni di euro, pari ad un incremento del 5,2%), Dolci di Alba e Cuneo (+12 milioni di euro, pari ad un incremento del 4,2%) e Riso di Vercelli (+9 milioni di euro, pari ad un incremento del 13%).


Gli altri distretti industriali piemontesi nel primo trimestre 2020 hanno iniziato ad accusare gli effetti della pandemia, con arretramenti significativi per i distretti specializzati nellameccanica chehanno subitoicali più marcati (-18,7%), e il sistema moda (-20,9%): -27,1% l’Oreficeria di Valenza (-124 milioni di euro), -39,4% le Macchine utensili e robot industriali di Torino (-119 milioni di euro), -15,3% il Tessile di Biella (-77 milioni di euro), -17,4% le Macchine tessili di Biella (-4 milioni di euro).

Il calo tocca sia le esportazioni verso i mercati emergenti (-11,9%)sia quelle verso i mercati maturi (-7,4%), con maggiori difficoltà per le esportazioni dirette in paesi più lontani. L’analisi per Paese evidenzia come le esportazioninel primo trimestre 2020 siano diminuite in tutti iprincipali mercati di sboccodei distretti piemontesi, ad eccezione di Francia (+3%), Germania (+2%)e Belgio (+3%), grazie alla tenuta dell’agro-alimentare. Le proiezioni per il secondo trimestre 2020 fanno pensare ad una contrazione ancora più marcata delle esportazioni, non solo per i distretti piemontesi, ma per l’economia italiana nel suo insieme. Si faranno sentire gli effetti del lockdown, che nel mese di marzo e di aprile ha colpito il settore industriale e gli spostamenti delle persone. Le prime indicazioni disponibili per maggio e giugno segnalano invece un rimbalzo dei livelli di attività, in seguito alla riapertura delle attività produttive e commerciali.


Teresio Testa

Responsabile della Direzione regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria
 
È un momento delicato e ci vorrà del tempo per recuperare quanto perso, soprattutto nei settori specializzati in beni d’investimento e durevoli. Ci sono però anche nuove prospettive di mercato da cogliere e ci sono in questa Regione le capacità per farlo. Mi riferisco all’economia green, per la quale abbiamo messo a disposizione 50 miliardi di finanziamenti specifici. Dobbiamo investire nell’ambiente e nel turismo, settore al quale offriamo dilazioni di pagamento fino a 36 mesi. Siamo pronti per acquisire il credito d’imposta per Ecobonus e Sismabonus: un’ottima opportunità per rinnovare il nostro patrimonio immobiliare e far ripartire il settore edile. In questi anni abbiamo avviato un sistema per il supporto all’innovazione tecnologica e alle start-up che passa anche attraverso il nostro Innovation Center di Torino e che rafforzeremo con una sempre più efficace collaborazione con Università e centri di ricerca. Nei primi sei mesi le richieste di finanziamenti delle pmi per 2 miliardi di euro, che da noi hanno avuto risposta positiva, sono un indicatore di un’economia in movimento. Fondamentale preservare la catena di valore delle filiere: abbiamo moltiplicato gli sforzi per coinvolgere sempre più aziende capo-filiera che possano garantire con la loro solidità un accesso al credito facilitato alle realtà minori ad esse collegate”.
 

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