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Frenata dell'export del Piemonte -2,5%

Economia & Finanza
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Nei primi sei mesi del 2019. Risultato peggiore di Veneto, Emilia Romagna e Toscana ed in controtendenza al dato nazionale (+2.7). Automotive e Paesi Extra-Ue28 frenano le vendite all'estero. A livello territoriale si evidenziano risultati negativi per quasi tutte le realtà provinciali ad eccezione di Vercelli (+10,5%) e Cuneo (+4,7%). Stazionarie le esportazioni delle imprese novaresi (+0,7%) e di quelle alessandrine (-0,4%). Il dato peggiore si registra nell'astigiano (-10,5%), seguito in termini di performance negative da Verbania (-8,3%), Torino (-6,5%) e Biella (-3,9%).

Nei primi sei mesi del 2019 il valore delle esportazioni piemontesi, si è attestato a 23,7 miliardi di euro, registrando una flessione del 2,5% rispetto all'analogo periodo del 2018. Il deludente risultato registrato dalla nostra regione appare in controtendenza rispetto all'incremento realizzato dalle vendite oltre confine a livello complessivo nazionale (+2,7%).


La crescita delle esportazioni italiane nel I semestre 2019 è stata il frutto del sostenuto incremento tendenziale delle vendite sui mercati esteri realizzato dalle regioni centrali (+17,4%) e di quello, molto più contenuto, segnato dal Sud (+2,5%) e dal Nord-est (+1,5%). Un contributo negativo è arrivato, invece, dai territori del Nordovest (-1,1%) e dall'Italia insulare (-11,9%).

Nonostante la performance negativa, nel periodo gennaio-giugno 2019, il Piemonte si è comunque confermato, la quarta regione esportatrice, con una quota del 10,0% delle esportazioni complessive nazionali (incidenza tuttavia inferiore rispetto a quella rilevata nello stesso periodo del 2018, quando era pari al 10,5%). Tra le principali regioni esportatrici il Piemonte è stata, infatti, quella che ha realizzato il risultato meno brillante. La Lombardia ha manifestato una sostanziale stabilità delle vendite oltre confine (-0,2%), il Veneto ha segnato una crescita dell'1,8% e l'Emilia Romagna ha realizzato un incremento delle esportazioni del 4,7%. Importante è stato, in fine, lo sviluppo dell'export della Toscana (+17,9%).

A livello territoriale si evidenziano risultati negativi per quasi tutte le realtà provinciali ad eccezione di Vercelli (+10,5%) e Cuneo (+4,7%). Stazionarie le esportazioni delle imprese novaresi (+0,7%) e di quelle alessandrine (-0,4%). Il dato peggiore si registra nell'astigiano (-10,5%), seguito in termini di performance negative da Verbania (-8,3%), Torino (-6,5%) e Biella (-3,9%).

Il I semestre del 2019 è stato in rosso per tutti i principali settori di specializzazione delle esportazioni piemontesi ad eccezione del comparto alimentare, che ha messo a segno un +13,4% delle vendite oltre confine, e del tessile-abbigliamento che ha registrato una crescita di entità meno sostenuta (+2,6%). Il comparto meccanico e quello della gomma-plastica hanno evidenziato variazioni tendenziali negative di lieve entità, rispettivamente pari a -0,5% e -0,8%. Patisce di più il settore dei metalli e dei prodotti in metallo, che ha mostrato una flessione dell'export del 3,5% rispetto all'analogo periodo del 2018.

Il dato peggiore appartiene ai mezzi di trasporto, le cui vendite oltre confine hanno subito un calo a doppia cifra (-15,1%). Questo comparto, che genera un quarto delle esportazioni regionali, aveva registrato una battuta d'arresto già nel I semestre 2018 (-8,7%). In particolare le flessioni più consistenti hanno riguardato l'export di autoveicoli (-35,2%), di prodotti della componentistica autoveicolare (-3,1%) e le vendite oltre confine del comparto aerospaziale (-2,6%). 

Per quanto riguarda i mercati di sbocco, nel I semestre 2019 il bacino dell'Ue-28 ha attratto il 60,9% dell'export regionale, quota superiore rispetto a quella del I semestre 2018 (59,0%). Parallelamente si è invece ridotto di circa due punti il peso esercitato sul totale delle esportazioni regionali dai paesi Extra Ue-28 (39,1,0%).

Complessivamente le esportazioni verso i mercati comunitari sono solo debolmente aumentate (+0,7%) rispetto al I semestre del 2018. La Francia, primo partner commerciale della regione, ha incrementato l'acquisto di merci piemontesi del 4,0%. La Germania ha mostrato un lieve calo (-0,7%), mentre più marcata è stata la flessione delle vendite verso la Spagna (-3,8%). Buone le performance nei Paesi Bassi (+3,0%) e sul mercato ceco (+4,4%).

Sottolinea Vincenzo Ilotte, Presidente Unioncamere Piemonte: "Questo rallentamento verso i mercati esteri - soprattutto verso la Turchia, la Cina e la Svizzera, è oggettivamente preoccupante per le nostre aziende. Ci sono alcune province che crescono grazie alla propria specializzazione settoriale e altre che, con un'incidenza maggiore sul risultato complessivo regionale, segnano una battuta d'arresto. Le esportazioni, durante gli anni della crisi, hanno sempre rappresentato l'unica vera opportunità di ripresa e sviluppo: perdere ora questa ancora di salvezza commerciale è un danno importante per il nostro territorio. Per arrestare questa tendenza, è necessario adottare con urgenza misure nazionali straordinarie di sostegno alle imprese, non ultime quelle della filiera autoveicolare - che possano consentire alle nostre merci di essere attrattive".

 

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