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Unioncamere. Nati-Mortalità delle imprese in negativo. Anno 2018 ancora in rosso

Economia & Finanza
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Risultato negativo per il tessuto imprenditoriale piemontese. Società di persone e comparto agricolo mostrano le difficoltà più pesanti. Elaborazione Unioncamere Piemonte su dati InfoCamere.

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di Commercio, emerge come nel 2018 siano nate 24.156 aziende in Piemonte, a fronte delle 25.011 nuove iscrizioni registrate nel corso del 2017. Al netto delle 26.136 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio, in leggero aumento rispetto alle 25.976 del 2016), il saldo appare negativo per 1.980 unità.

Lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2018 presso il Registro imprese delle Camere di Commercio piemontesi ammonta così a 432.583 unità, confermando il Piemonte in 7ª posizione tra le regioni italiane, con oltre il 7,1% delle imprese nazionali.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del -0,45%, peggiore rispetto al dato registrato nel 2017 (-0,22%) e ancora in controtendenza rispetto alla media italiana (+0,52%) del 2018. A livello nazionale il bilancio imprenditoriale risulta attivo per quattordici delle venti regioni. Il Lazio registra la crescita più sostenuta (+1,57%), seguito dalla Campania (+1,34%) e dalla Puglia (+0,91%). Rispetto al 2017 migliorano i trend evidenziati da Trentino, Liguria, Abruzzo e Molise, per tutte le altre realtà territoriali il 2018 è stato un anno peggiorativo. La contrazione registrata a livello medio regionale è scaturita dagli andamenti negativi rilevati nella totalità delle realtà territoriali. Biella ha mostrato il tasso più negativo (-1,59%), seguita da Alessandria (-0,84%). Al di sotto del dato piemontese troviamo anche Cuneo e Vercelli, con un tasso rispettivamente pari a -0,59% e -0,53%. Asti si colloca in linea con la media regionale (-0,43%), lievemente meno negativi i risultai evidenziati dalle altre province: Torino (-0,31%), Verbania (-0,30%) e Novara (-0,18%).

Non emergono novità di rilievo analizzando la natimortalità delle imprese per classe di natura giuridica. Le uniche realtà ad evidenziare un trend espansivo, in continuità con gli anni precedenti, sono state le società di capitale, che hanno registrato nel 2018 un tasso di crescita del +2,99%. Continuano a ridursi, invece, le società di persone (-1,90%) e le ditte individuali (-0,93%). Il 2018 segna un dato negativo anche per le altre forme (-0,34%).

Valutando i tassi annuali di variazione percentuale dello stock delle imprese registrate per settori di attività economica, si osserva come, anche nel 2018, gli altri servizi abbiano sperimentato la performance migliore (+0,79%), seguiti dal comparto del turismo (+0,60%). Negativo l’andamento segnato da tutti gli altri comparti. In particolare le costruzioni (1,09%) e il commercio (-1,12%) registrano una contrazione di circa un punto percentuale. L’industria in senso stretto evidenzia un tasso di variazione del -1,19%; il risultato meno incoraggiante viene registrato, ancora una volta, dall’agricoltura, la cui contrazione della base produttiva si attesta al 1,58%.

Commenta Vincenzo Ilotte, Presidente Unioncamere Piemonte: «La crisi che ha colpito il tessuto imprenditoriale regionale continua a perdurare: il tasso di crescita delle imprese piemontesi è ancora negativo, e soprattutto in controtendenza rispetto al dato italiano. L’ossatura del sistema produttivo regionale continua, infatti, ad essere costituita soprattutto da aziende di piccole e medie dimensioni, pur ospitando anche realtà più grandi: sicuramente la forte frammentazione produttiva non ha aiutato le imprese del territorio a resistere al meglio alle prolungate difficoltà. Le Camere di commercio, in sinergia con gli altri attori istituzionali, devono continuare a offrire tutti gli strumenti necessari per porre fine a questo trend, grazie a servizi di accompagnamento all’imprenditorialità, match tra domanda e offerta lavorativa e know how innovativo».